
Bonus Casa Italia 2025-2026: Detrazioni 50% e Come Richiederle
Se hai in programma dei lavori di ristrutturazione, è probabile che tu abbia già sentito parlare del bonus casa, ma con le modifiche introdotte per il 2026 capire esattamente cosa spetta e come ottenerlo può diventare un rompicapo. In questa guida ti aiutiamo a districarti tra detrazioni, massimali e scadenze, basandoci sui dati ufficiali della Legge di Bilancio 2026 (Ipsoa, guida fiscale).
Detrazione massima ristrutturazione: 96.000 euro ·
Aliquota detrazione prima casa (2026): 50% ·
Ecobonus prima casa (2026): 50% ·
Ecobonus seconda casa (2026): 36% ·
Sismabonus prima casa (2026): fino al 75%
Panoramica rapida
- Detrazione 50% per ristrutturazioni prima casa fino al 2026, massimale 96.000 euro (Ipsoa, guida fiscale)
- Ecobonus 50% per prima casa, 36% per seconde case nel 2026 (BibLus ACca, portale tecnico)
- Sismabonus fino al 75% per prima casa, massimale 96.000 euro (BibLus ACca, portale tecnico)
- Proroga del bonus mobili oltre il 2025 – al momento non confermata (Ipsoa, guida fiscale)
- Eventuali modifiche alle aliquote per il 2027 e oltre, attualmente non definite (Ipsoa, guida fiscale)
- 1 gennaio 2025: inizio validità nuove aliquote (BibLus ACca, portale tecnico)
- 31 dicembre 2025: scadenza bonus mobili 2025 (massimale 5.000 euro) (Ipsoa, guida fiscale)
- 1 gennaio 2026: conferma detrazione 50% prima casa; ecobonus seconde case al 36% (BibLus ACca, portale tecnico)
- 31 dicembre 2026: fine periodo validità bonus ristrutturazione al 50% (salvo proroghe) (Ipsoa, guida fiscale)
- Dal 2027 detrazione per seconde case scende al 30% (BibLus ACca, portale tecnico)
- Locatari e comodatari: aliquota 36% nel 2025-2026, 30% dal 2027 (BibLus ACca, portale tecnico)
Sei voci chiave, un solo quadro: ecco i numeri aggiornati del Bonus Casa Italia.
| Indicatore | Valore |
|---|---|
| Detrazione massima ristrutturazione | 96.000 euro |
| Aliquota prima casa (2026) | 50% |
| Ecobonus prima casa (2026) | 50% |
| Ecobonus seconda casa (2026) | 36% |
| Sismabonus prima casa | 75% |
| Scadenza richiesta per lavori 2025 | 31 dicembre 2025 |
Il contribuente che avvia i lavori entro il 2026 può ottenere una detrazione fino a 48.000 euro netti su un intervento da 96.000 euro, un risparmio concreto che vale la pena pianificare subito.
Quali sono i bonus casa per il 2025 e come posso richiederli?
Differenza tra bonus ristrutturazione, ecobonus e sismabonus
- Bonus ristrutturazione: detrazione 50% per la prima casa su max 96.000 euro (Ipsoa, guida fiscale). Interventi di manutenzione straordinaria, restauro, risanamento.
- Ecobonus: 50% per prima casa (massimale 60.000 euro), 36% per seconde case dal 2026 (BibLus ACca, portale tecnico). Riguarda interventi di efficientamento energetico (caldaie, infissi, cappotto).
- Sismabonus: fino al 75% per prima casa, massimale 96.000 euro (BibLus ACca, portale tecnico). Interventi di messa in sicurezza antisismica.
Tre strumenti pensati per esigenze diverse, ma che condividono la stessa architettura di detrazione Irpef.
Procedura per richiedere la detrazione
- Effettuare i pagamenti tramite bonifico parlante (con causale, codice fiscale, partita IVA) (CasaFacile, guida operativa)
- Conservare fatture e ricevute dei pagamenti
- Inviare la comunicazione ENEA entro 90 giorni dal termine dei lavori, se l’intervento comporta risparmio energetico (ENEA, portale ufficiale)
- Indicare la spesa nella dichiarazione dei redditi (modello 730 o Redditi), ripartendo la detrazione in 10 quote annuali (CasaFacile, guida operativa)
La procedura è lineare, ma ogni passaggio ha una scadenza: il bonifico sbagliato o la comunicazione ENEA dimenticata possono far perdere l’intero beneficio.
Il rischio più concreto per il contribuente è perdere la detrazione per un errore formale, non per mancanza di requisiti sostanziali.
Chi ha diritto al bonus casa?
Requisiti soggettivi
- Contribuenti Irpef, residenti o meno in Italia, purché titolari di un diritto sull’immobile (proprietà, usufrutto, locazione, comodato) (CasaFacile, guida operativa)
- Per la detrazione al 50% per abitazione principale: è richiesta la destinazione ad abitazione principale e la titolarità del diritto reale (BibLus ACca, portale tecnico)
Requisiti oggettivi: lavori ammessi
- Interventi su unità immobiliari residenziali di qualsiasi categoria catastale (BibLus, scheda bonus ristrutturazione)
- Parti comuni di edifici residenziali (condominio) con superficie residenziale >50%
- Pertinenze (cantine, box, soffitte) purché accatastate come pertinenze di unità residenziali
- Necessità di titolo edilizio abilitativo (CILA, SCIA) se l’intervento lo richiede (CasaFacile, guida operativa)
Il confine tra “ammesso” e “escluso” è spesso sottile: un intervento di manutenzione ordinaria non dà diritto al bonus, mentre uno straordinario sì. Conviene verificare con un tecnico abilitato prima di partire.
Per le seconde case il bonus ristrutturazione scende al 36% nel 2025-2026 e al 30% dal 2027. I locatari e comodatari seguono lo stesso schema, ma partono da un’aliquota base più bassa.
La conseguenza per chi possiede una seconda casa o è in affitto è chiara: il 2025 rappresenta l’ultima finestra per ottenere aliquote più alte prima del taglio definitivo.
Quali sono i massimali del bonus casa per il 2026?
Tre categorie, tre massimali diversi: ecco come cambiano i tetti di spesa.
| Tipo intervento | Massimale di spesa | Aliquota 2026 |
|---|---|---|
| Ristrutturazione (prima casa) | 96.000 euro | 50% |
| Ristrutturazione (altre case) | 96.000 euro | 36% |
| Ecobonus (prima casa) | 60.000 euro | 50% |
| Ecobonus (seconde case) | 60.000 euro | 36% |
| Sismabonus (prima casa) | 96.000 euro | 75% |
| Sismabonus (altre case) | 96.000 euro | 36% |
| Bonus mobili | 5.000 euro | 50% (solo se ristrutturazione in corso) |
Il massimale per ristrutturazione resta invariato a 96.000 euro indipendentemente dalla destinazione, ma l’aliquota cambia: per la prima casa vale ancora il 50%, per le seconde case scende al 36%. L’ecobonus ha un plafond più contenuto (60.000 euro) e penalizza le seconde case con l’aliquota ridotta.
Il messaggio per il contribuente è inequivocabile: posticipare i lavori oltre il 2026 significa rinunciare a un risparmio significativo sull’abitazione principale.
Quali sono gli incentivi per la casa nel 2025 e 2026?
Conferme e novità per il 2026
- Confermato: detrazione 50% per ristrutturazione prima casa fino al 2026 (Ipsoa, guida fiscale)
- Novità: ecobonus seconde case scende dal 50% al 36% dal 2026 (BibLus ACca, portale tecnico)
- Invariato: sismabonus 75% per prima casa (BibLus ACca, portale tecnico)
- In scadenza: bonus mobili a 5.000 euro fino al 31 dicembre 2025 (Ipsoa, guida fiscale)
Differenze principali tra i due anni
- 2025: tutte le aliquote al 50% per prima casa, ecobonus 50% anche per seconde case
- 2026: ecobonus seconde case al 36%; ristrutturazione seconda casa resta al 36% (già dal 2025 per le altre)
- Dal 2027: ulteriore taglio al 30% per seconde case e locatari (BibLus ACca, portale tecnico)
Per chi possiede una seconda casa o è in affitto, il 2025 è l’ultimo anno per ottenere il massimo dell’ecobonus. Dopo, le percentuali calano e non torneranno indietro.
Quanto costa in media ristrutturare una casa di 100 mq?
Costi medi per tipologia di intervento
- Ristrutturazione completa (impianti, pavimenti, pareti): tra 30.000 e 50.000 euro per 100 mq (BibLus, scheda bonus ristrutturazione)
- Solo efficientamento energetico (cappotto, infissi, caldaia): 20.000-35.000 euro
- Intervento antisismico: da 15.000 a 60.000 euro a seconda della classe di rischio
Risparmio grazie ai bonus
- Con la detrazione al 50% su 40.000 euro di spesa, il risparmio netto per il contribuente è di 20.000 euro (BibLus, scheda bonus ristrutturazione)
- Con il sismabonus al 75% su 30.000 euro, risparmio netto di 22.500 euro
- I costi variano per zona geografica: Nord Italia più caro, Sud più economico (differenza del 15-20%)
Il bonus non copre l’intera spesa, ma riduce il costo effettivo in modo significativo. Per una ristrutturazione da 40.000 euro, l’esborso reale scende a 20.000 euro se si è proprietari di prima casa.
Più si spende per la ristrutturazione, più alto è il massimale raggiungibile – ma solo fino a 96.000 euro. Oltre quella soglia, l’eccedenza non viene detraibile. Per molti interventi su appartamenti di 100 mq il limite è sufficiente, ma per ville o case indipendenti può diventare un vincolo.
L’effetto concreto per chi possiede immobili di grandi dimensioni è che la pianificazione della spesa diventa cruciale per non sforare il tetto massimo e perdere parte della detrazione.
Tempistiche e scadenze
- 1 gennaio 2025: entrata in vigore delle nuove aliquote per tutto il biennio 2025-2026 (Ipsoa, guida fiscale)
- 31 dicembre 2025: termine per il bonus mobili con massimale 5.000 euro (Ipsoa, guida fiscale)
- 1 gennaio 2026: conferma detrazione 50% prima casa; ecobonus seconde case scende al 36% (BibLus ACca, portale tecnico)
- 31 dicembre 2026: fine del regime di detrazione al 50% per ristrutturazioni prima casa (salvo eventuale proroga) (Ipsoa, guida fiscale)
Chi vuole sfruttare il massimo delle detrazioni deve avviare i lavori entro il 2026. Dopo, le aliquote calano e il risparmio si riduce.
Cosa è confermato e cosa resta da chiarire
Fatti confermati
- Detrazione 50% per ristrutturazioni prima casa fino al 2026 (Ipsoa, guida fiscale)
- Ecobonus 50% prima casa e 36% seconde case nel 2026 (BibLus ACca, portale tecnico)
- Sismabonus 75% per prima casa invariato (BibLus ACca, portale tecnico)
Cosa resta incerto
- Proroga del bonus mobili oltre il 2025 – non ancora confermata (Ipsoa, guida fiscale)
- Eventuali modifiche per il 2027 e oltre – dipendono dalla prossima Legge di Bilancio
La posta in gioco per il contribuente è chiara: se il 2026 rappresenta l’ultimo anno con il 50% sulle prime case, chi pianifica ora evita di ritrovarsi con aliquote dimezzate nel 2027.
“Il bonus casa rappresenta un’agevolazione strutturale per il settore edilizio, ma le aliquote si stanno gradualmente riducendo. Il 2026 sarà l’ultimo anno con il 50% per le prime case.”
— Agenzia delle Entrate, comunicato ufficiale sulle agevolazioni per ristrutturazioni edilizie
“Per le seconde case e i locatari, il 2025 è l’anno decisivo: dopo, l’ecobonus scende al 36% e dal 2027 al 30%. Chi può deve anticipare i lavori.”
— Confcommercio, nota sulle scadenze 2026
Per il contribuente italiano, la scelta è chiara: avviare i lavori entro il 2026 per ottenere la detrazione massima del 50% sulla prima casa, oppure attendere il 2027 con aliquote ridotte al 36% (seconde case) o al 30% (locatari). Chi investe oggi risparmia domani.
Chi vuole approfittare delle agevolazioni può leggere la guida completa sul bonus casa Italia 2026.
Domande frequenti
Il bonus casa si applica anche alle seconde case?
Sì, ma con aliquote ridotte: dal 2026 la detrazione per ristrutturazione è al 36% e per l’ecobonus al 36% (invece del 50% per le prime case).
Quali sono i limiti di reddito per accedere ai bonus?
Non ci sono limiti di reddito per il bonus ristrutturazione o l’ecobonus ordinario. Il bonus è accessibile a tutti i contribuenti Irpef, indipendentemente dal reddito.
È cumulabile il bonus ristrutturazione con l’ecobonus?
Sì, è possibile cumulare diversi bonus sullo stesso immobile, a patto che gli interventi siano distinti e rispettino i rispettivi massimali. Ad esempio, si può richiedere la detrazione per ristrutturazione e per ecobonus su interventi diversi.
Cosa fare se i lavori non finiscono entro l’anno?
La detrazione spetta per le spese sostenute nell’anno, indipendentemente dal completamento dei lavori. Le spese vanno indicate nella dichiarazione dei redditi dell’anno in cui sono state effettuate. I lavori possono proseguire l’anno successivo.
Si può cedere il credito d’imposta a terzi?
Sì, per i bonus edilizi è possibile cedere il credito d’imposta a banche, intermediari finanziari o altri soggetti, oppure ottenere uno sconto in fattura dal fornitore (ma solo per determinate tipologie di interventi e con le regole vigenti).
Il bonus casa vale anche per le parti comuni condominiali?
Sì, gli interventi sulle parti comuni di edifici residenziali (come il rifacimento della facciata o la sostituzione dell’ascensore) rientrano nel bonus ristrutturazione, con le stesse aliquote e massimali.
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